da Interzone (interzoneblog.splinder.com) - venerdì, 24 marzo 2006
(versione parzialmente corretta da Tommaso Aniello)
In principio era il "Subbuteo"
In principio era conosciuto con il nome Subbuteo (la fabbrica inglese che lo produceva), ora è semplicemente “Calcio da Tavolo”. Si dice che ad inventarlo furono nel secolo scorso i marinai inglesi, impossibilitati nel gioco del pallone a bordo delle proprie navi; il nome invece fu coniato da un ornitologo (Peter Adolph), che paragonò il possesso di palla e i movimenti rapidi e precisi delle miniature in plastica ai movimenti del “falco Subbuteo” quando attacca le proprie prede. In realtà, sembra che il curioso nome nacque a causa dell'Ufficio Brevetti Britannico, che rifiutò ad Aldolph il primo nome scelto, Hobby, e da qui egli decise di prendere il nome scientifico del Falco Hobbie Subbuteo.
E’ lunga e variegata la storia del Subbuteo e chiamarlo semplicemente gioco è assai riduttivo. E' uno sport a tutti gli effetti, alla stregua del biliardo. Provate infatti a contare i chilometri percorsi intorno al panno verde, a notare la
concentrazione, la tattica e la strategia impiegate durante una partita regolamentare di due tempi da quindici minuti ciascuno. E il “Calcio Tavolo” non è solo questo, è anche modellismo, collezionismo e senso di appartenenza.
In Italia fu il fabbricante di giocattoli genovese Edilio Parodi (lo stesso del “Meccano”) nel 1971 a scovare il Subbuteo sulle pagine di un catalogo per corrispondenza inglese e a lanciarlo sul mercato.
Le regole sono semplici e si rifanno ovviamente a quelle del calcio; due giocatori si affrontano su un panno verde (140 cm X 90 cm) nel quale sono stampate tutte le stesse linee, cerchi, porzioni di cerchio e punti che caratterizzano un vero campo da pallone. L'unica differenza è nella presenza delle aree di tiro, solo all'interno delle quali è possibile calciare in porta per fare goal.
Il campo di calcio è realizzato in un materiale che possa permettere ai giocatori ed alla palla di scorrere con realismo, cioè senza risultare eccessivamente frenati o scivolare senza fermarsi. Le porte munite di rete hanno delle dimensioni di 7 cm X 13,5 cm X 5 cm in scala con il campo.
Gli 11 calciatori per squadra, alti poco più di 2 cm, sono delle piccole repliche in miniatura di figure umane, montate su delle basi semisferiche alte mediamente 0,6 cm e del diametro di 2 cm con il fondo appiattito. Quest'ultimo particolare permette alle miniature di rimanere in piedi quando ferme, la particolare forma consente alla palla di effettuare pallonetti, di calciare d'effetto e di effettuare dei veri e propri dribbling.
La struttura del portiere è simile a quella dei calciatori, ma sulla base di questo è presente un'asta lunga 14 cm. che ne consente il controllo da dietro la porta.
Il pallone è una replica in plastica dei reali esemplari commerciali utilizzati nel gioco del calcio ed ha un diametro di circa 2,2 cm ed un peso di 1,5 grammi. La meccanica di gioco è, in effetti, estremamente semplice e consiste nel colpire con il dito indice (manovra indicata con il termine inglese flick) la base delle piccole miniature, sia per muoverle, sia per colpire (in inglese kick) la palla.
Nel 1995 i proprietari inglesi dismisero il settore giocattoli e la nuova proprietà americana (Hasbro) liquidò il gioco perché considerato perdente davanti ai videogames a tema calcistico.
Attualmente è ancora la “Hasbro” a produrre il Subbuteo, ma si tratta di una versione solamente lontana e mal riuscita parente del gioco storico. Il “Calcio Tavolo” sopravvive grazie alla produzione e alla vendita per corrispondenza di alcune ditte artigianali e ad una "nuova" versione della Parodi, la Zeugo, riproduzione delle "vecchie" squadre HW degli anni '60 e '70.
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